I Padrini del Ponte

I Padrini del Ponte
Affari di mafia sullo Stretto

sabato 16 dicembre 2017

La scuola siciliana va alla guerra

Nel sistema educativo sembra non esserci più cittadinanza per la pace. Quella vera, disarmata e giusta. Nessuna intenzione di riflettere sul ruolo della Sicilia negli scenari di guerra planetari, sull’iperdronizzazione di Sigonella o sul MUOStro di Niscemi. Da Messina a Trapani, Catania o Comiso, “militari Usa brava gente”. E l’inno dei sommergibilisti prende piede. Sembrava avessimo chiuso con la retorica colonial-fascista-razzista e subito ci si imbarca nel sommergibile, pattugliatore o nave o velivolo da guerra con istruttori del 60° Stormo. Non mancano esercitazioni e addestramenti. Si osservano i droni militari. Torna prepotente il mito del supereroe combattente. Musica e propaganda bellica, scuola e forze armate: binomi utili e perfetti da replicare ovunque con la compiacenza di generali e ammiragli, presidi e docenti. Si aspettano tempi migliori per l’educazione alla pace.

10 giugno 2017, base militare della Marina militare di Terravecchia, Augusta, sede del Comando Marittimo Sicilia. Nel salone-teatro si esibiscono, uno dopo l’altro, i cori degli istituti scolastici di una delle cittadine più militarizzate d’Italia. E’ l’epilogo della kermesse voluta da Marisicilia, tre giorni di esposizioni di mezzi da guerra navali e aerei, esercitazioni, regate, ecc., protagonisti centinaia di bambine e bambini. Agli alunni del 1° Istituto Comprensivo “Principe di Napoli” tocca intonare l’”Inno dei sommergibilisti”, cavallo di battaglia di uno dei reparti d’élite delle italiche forze armate. Andar pel vaso mar, ridendo in faccia a Monna Morte e al destino! Colpir e seppellir Ogni nemico che s’incontra sul cammino! E' così che vive il marinar nel profondo cuor del sonante mar! Del nemico e dell’avversità se ne infischia perché sa che vincerà! L’inno che sbeffeggia guerra, assassinii e madonna morte l’aveva scritto nel 1941 un compositore siciliano, Mario Ruccione, ignorato dai più ma il cui maggiore successo è noto a tutti, quella maledetta orecchiabile Faccetta nera, ignobile emblema della peggiore retorica colonial-fascista-razzista del Ventennio.
Musica e propaganda bellica, scuola e forze armate: binomi utili e perfetti da replicare ovunque con la compiacenza di generali e ammiragli, presidi e docenti. Il successivo 21 giugno, solstizio d’estate, è stato consacrato alla Festa della Musica; in 14 capoluoghi (tre in Sicilia: Messina, Palermo e Trapani) sono bande e fanfare di Esercito, Marina, Aeronautica e Carabinieri a farla da padrone. Nella città dello Stretto, il momento clou delle iniziative programmate dall’assessorato alla Cultura in sinergia con soggetti pubblici e privati è il concerto no stop presso la caserma “Emilio Ainis” di Contesse della Brigata Meccanizzata “Aosta”, per sottolineare - come dichiarato dal generale Roberto Angius - il “rapporto sempre più stretto con il territorio siciliano in attività non soltanto squisitamente militari (l’operazione Strade sicure o altri impegni di carattere operativo ed addestrativo), ma anche nel sociale”. Con la banda dell’“Aosta” sul palco pure l’orchestra del Liceo musicale “Ainis” e i cori degli istituti comprensivi “Mazzini-Gallo”, “Paino – Gravitelli” e “Cannizzaro – Galatti” e delle scuole medie “Pascoli” e “Leopardi”.
Per par condicio, dal 5 all’8 ottobre, fanfare di guerra e cori scolastici si sono spostati nella zona falcata di Messina, per la Festa della Marineria: quattro giornate all’insegna dello sport e della cultura, con mostre, convegni, visite guidate alle unità, esercitazioni e addestramenti navali e subacquei e oltre 4.000 studenti siciliani a far la fila all’ingresso della grande base sede del comando operativo della Marina. A conclusione l’immancabile concerto delle bande di Esercito, Marina e Carabinieri e dell’orchestra giovanile  “Falcone-Borsellino” della Fondazione La città invisibile di Catania.
In epoca di guerra globale, permanente o perpetua, l’educazione e la formazione pro-militare dei giovani è una delle priorità dei ministri della difesa e dell’istruzione.
Guerra è bello e istruttivo
In Sicilia, isola-laboratorio per le strategie di attacco e supremazia planetaria di Usa, Nato e Ue, proliferano a vista d’occhio progetti, stage e interscambi tra insegnanti, studenti e forze armate; alle visite ai musei e al patrimonio artistico i dirigenti scolastici privilegiano quelle a basi, caserme, porti, aeroporti e installazioni radar. Guerre mondiali e battaglie vengono reinterpretate, si cancellano con un colpo di spugna crimini e barbarie e torna prepotente il mito del super-eroe combattente. Un anno fa, ancora a Messina, il 5° reggimento fanteria “Aosta” ha promosso Il Quinto per Voi, due giornate promozionali rivolte agli studenti delle classi 5° degli istituti superiori e delle classi 3° delle scuole medie nel ricordo della tragica battaglia di “Col della Beretta” (22-26 novembre 1917), per “stimolare nelle nuove generazioni riflessioni sull’importanza di mantenere viva una coscienza collettiva sulle radici e sull’identità nazionale e quale occasione per diffondere i valori di amor di Patria, senso dello Stato, sicurezza, legalità e solidarietà”.
Uno dei settori educativi-didattici particolarmente a cuore delle forze armate è quello delle attività ludico-motorie e sportive, guarda caso il meno attenzionato nell’ultima decade da MIUR, CONI e federazioni sportive. Da tempo, in particolare, viene proposto il Concorso esercito-scuola con l’organizzazione di corse campestri all’interno di infrastrutture, basi e poligoni militari. Più recentemente, le forze armate si sono ritagliate uno spazio significativo anche nella promozione dei campionati sportivi studenteschi e dei Giochi della Gioventù, affiancandosi o sostituendosi agli enti locali che un tempo contribuivano finanziariamente alla loro promozione. Per centinaia di “studenti meritevoli” delle scuole secondarie ci sono poi i corsi di vela estivi organizzati dalla Marina militare e dalla Presidenza del Consiglio presso l’Accademia Navale di Livorno, la Scuola Navale “Francesco Morosini” di Venezia o la Scuola Sottufficiali de La Maddalena. La Marina militare e lo sport è stata la campagna promossa dal Comando di Marisicilia in tutte le scuole del Comune di Augusta e i vincitori sono stati premiati in occasione della festa-evento di giugno, quella consacrata all’Inno del fasciosommergibilisti. Palermo, la scorsa primavera, ha ospitato invece la 16^ edizione del Campionato mondiale studentesco di Orienteering; a organizzarlo il MIUR in collaborazione con il Comune e il Comando Militare Esercito “Sicilia”. Oltre 800 i partecipanti e la gara, “dedicata al giornalista siciliano Peppino Impastato, ucciso dalla mafia a Cinisi”, si è tenuta nel bosco della Ficuzza.
A Catania a fine novembre ha preso il via la IX edizione del Progetto Sport e Legalità che nel corso dell’intero anno scolastico vedrà decine di istituti confrontarsi in diverse discipline sportive. “Hanno già avuto inizio i primi incontri tra scuole e militari”, scrivono i promotori del progetto. “La ormai rodata sinergia tra le forze dell’ordine e le forze armate e le scuole medie inferiori introdurrà uno degli argomenti cardine dell’edizione in corso d’opera, la legalità e le donne con le stellette, vale a dire la valorizzazione del ruolo delle donne in ambito militare. Tale argomento sarà poi lo spunto per un incontro successivo sul femminicidio...”. Sempre nel capoluogo etneo, dal 23 ottobre al 4 novembre, l’Aeronautica Militare in accordo con il MIUR ha dato vita al corso nazionale di Cultura Aeronautica.
L’affascinante mondo dei sottomarini
“Si tratta di un’iniziativa informativa ed orientativa volta a diffondere la conoscenza del mondo aeronautico, facendo vivere ai giovani frequentatori una concreta esperienza di volo con il velivolo SIAI-Marchetti 208, sotto la guida di qualificati istruttori del 60° Stormo”, spiega il Comando Ami. Agli studenti primi classificati, l’Aeronautica riserva la possibilità di trascorrere un periodo presso l’aeroporto di Guidonia per volare con un aliante biposto.
Militari e industrie belliche non potevano mancare all’appuntamento con la famigerata alternanza scuola-lavoro, il provvedimento peggiore della cosiddetta Buona scuola dei governi Renzi-Gentiloni-Giannini-Fedeli. Nel febbraio 2017 è stata firmata una convenzione tra la Guardia Costiera e l’Istituto Tecnico Aeronautico “Ettore Majorana” di Gela per effettuare tirocini e stage della durata di 36 ore presso il 2º Nucleo Aereo di Fontanarossa. Questo iter “formativo” è stato recentemente proposto pure agli studenti del Politecnico del Mare “Duca degli Abruzzi” di Catania. Il 7 aprile, nell’ambito del “percorso didattico mirato a creare una forte intesa con il mondo del lavoro”, l’istituto etneo aveva promosso anche un incontro con gli ufficiali della Marina militare per approfondire il tema de L’affascinante mondo dei sottomarini.
Sempre per gli studenti dell’Istituto “Majorana” di Gela, lo scorso anno sono state svolte attività di tirocinio ed orientamento da parte del Comando del 41° Stormo dell’Aeronautica Militare; alla formazione presso il reparto italiano schierato a Sigonella hanno partecipato pure gli allievi dell’Istituto Tecnico Aeronautico “Arturo Ferrarin” di Catania. “Le attività si sono articolate per oltre un mese con percorsi teorici e pratici al fine di sviluppare e valorizzare le vocazioni personali degli studenti, gli interessi e gli stili di apprendimento individuali, per avvicinarli alle attività della Difesa”, ha spiegato il colonnello Federico Fedele, comandante del 41° Stormo Antisom con molteplici esperienze nei teatri di guerra di Afghanistan, Bosnia, Kosovo e Serbia.
Altri tirocini in “attività di controllo dello spazio aereo e della meteorologia, manutenzione dei velivoli in forza ai Gruppi Volo” sono in svolgimento a Sigonella per gli allievi dell’Istituto Tecnico Commerciale e Aeronautico “Fabio Besta” di Ragusa, nell’ambito di apposita convenzione firmata il 28 settembre 2016 con il Comando dell’Aeronautica. Ad inizio anno scolastico 2015-16, gli studenti più meritevoli dell’istituto ibleo sono stati premiati con uno stage presso il complesso Alenia di Cameri (Novara) dove vengono assemblati i cacciabombardieri a capacità nucleare F-35; a condurre in Piemonte gli allievi ci ha pensato proprio il 41° Stormo con un pattugliatore da guerra Atlantic decollato da Sigonella. Il 27 ottobre scorso, l’Istituto “Besta” ha organizzato a Ragusa un convegno dal titolo Next generation Aviation Training Conference - Evidence Based Training - state of the art, in collaborazione con l’Aeronautica Militare e l’azienda Cognitive Technologies and Services (COGTECH), spin-off fondata nel 2011 per “sviluppare e offrire servizi tecnologicamente innovativi nel campo della sicurezza e dell’addestramento dei piloti di aviazione”. Immancabilmente bellici i linguaggi e i contenuti dei lavori.
La testa … tra le nuvole
Gli istruttori dell’86° Centro Addestramenti Equipaggi (CAE) del 41° Stormo si sono soffermati con gli studenti sull’evoluzione del sistema di addestramento nell’Aeronautica e “nello specifico, sul velivolo P-1150A Atlantic e sul nuovo sistema d’arma P-72A, con la propria missione primaria di contrasto della minaccia subacquea e navale, servizio di ricerca e soccorso (SAR) in mare a lungo raggio, protezione delle principali vie marittime, controllo delle unità navali subacquee e di superficie potenzialmente ostili”.
La testa ... tra le nuvole. Orientamento al lavoro è stato invece il titolo del seminario che gli studenti dell’I.I.S. “Enrico De Nicola” di San Giovanni La Punta hanno svolto con gli ufficiali del Comando dell’Aeronautica Militare di Sigonella. Lo scorso aprile, sempre in tema di orientamento, per gli studenti delle ultime classi dell’Istituto “Giosué Carducci” di Comiso è stato promosso un “progetto di collaborazione con le forze armate”, animatori tre ufficiali in forza ai reparti di volo Ami. “Una grande opportunità per gli studenti carducciani, che ha permesso loro di conoscere più da vicino il panorama delle Forze Armate italiane e il loro lavoro a sostegno della pace”, il commento del dirigente.
A gennaio, il 41° Stormo con l’11° Reparto manutenzione velivoli di Sigonella ha pure partecipato con propri mezzi militari all’11ª edizione dell’Orient@giovani, l’evento di orientamento universitario e al mondo del lavoro rivolto a tutte le scuole secondarie siciliane e organizzato a Milazzo dall’Istituto Tecnico “Ettore Majorana”. Tre mesi prima, le classi quarte dell’istituto mamertino si erano recate in visita alla base aerea della Marina Militare di Catania (Maristaeli), per “approfondire lo studio dell’utilizzo delle telecomunicazioni e poter osservare due tipi di aeromobili: l’AB 212 ASW e l’EH-101 ASW”. All’Orient@giovani, l’I.T. “Majorana” aveva dato pure vita ad un laboratorio sul tema della cyberscurity in collaborazione con la transnazionale informatica civile-militare Cisco, la stessa che il 25 luglio scorso ha siglato con il MIUR un protocollo d’intesa di alternanza scuola-lavoro per “promuovere cultura e competenze digitali” tra un migliaio di studenti delle superiori (Progetto Impres@Digitale). “Alla formazione legata alle tecnologie, all’imprenditorialità digitale, alla programmazione si affiancherà anche la possibilità di rafforzare le cosiddette soft skills – come la capacità di lavorare in gruppo, saper gestire il proprio tempo, capire come gestire correttamente le fasi di un progetto, il problem solving”, si legge nel protocollo. A conclusione del progetto saranno selezionati 100 studenti che parteciperanno a “giornate in azienda” presso le sedi Cisco di Roma e di Vimercate (Monza).
Altro istituto siciliano distintosi nella predisposizione di percorsi formativi con aziende del complesso militare-industriale è l’Istituto Nautico “Caio Duilio” di Messina che in partnership con Intermarine S.p.A. (gruppo leader nella produzione d’imbarcazioni per uso commerciale e militare e che ha incorporato i Cantieri Navali “Rodriquez”) ha conseguito lo scorso anno il primo premio nazionale ex aequo al concorso Didattiva: la didattica per l’alternanza scuola-lavoro, promosso da Confindustria dell’Alto Adige e MIUR. Il riconoscimento ha consentito la stipula di una convenzione che “porterà il Caio Duilio a diventare istituto di riferimento di una delle più importati società italiane di costruzioni navali, al fine di formare figure professionalizzate da inserire più rapidamente nel mondo del lavoro”.
L’inarrestabile corsa delle scuole siciliane verso il militare non poteva lasciar fuori la maggiore delle basi straniere ospitate nell’Isola, la NAS - Naval Air Station di Sigonella, di uso esclusivo delle forze armate degli Stati Uniti d’America. Specifica convenzione con la “Base NATO” per la “messa in opera di percorsi che rappresentano un valore aggiunto di qualità del servizio” è stata firmata dall’Istituto Comprensivo Statale ad indirizzo musicale “Gabriele D’Annunzio” di Motta Sant’Anastasia. Una visita di istruzione “con incluso il pranzo al fast food della base” è stata effettuata nel maggio 2015 da alcuni alunni dell’immancabile “Ferrarin” di Catania.
Segui una rotta sicura
Il 4 aprile 2016, un altro istituto etneo, il Professionale “Enrico Fermi”, ha invece consegnato una targa di ringraziamento ai responsabili dell’Ufficio relazioni esterne della NAS di Sigonella per “l’impeccabile coordinamento delle attività di volontariato civico svolte dai militari americani nel territorio siciliano”. Alla premiazione è seguito un incontro degli studenti sulle “attività di soccorso dei migranti in mare”, relatore il contrammiraglio Nunzio Martello, direttore marittimo della Sicilia Orientale della Guardia costiera. L’evento, come spiegato dal dirigente scolastico, è stato promosso “nell’ambio del progetto Segui una rotta sicura, volto ad inculcare il concetto di legalità e moralità nei giovani studenti e promuovere la cittadinanza attiva, valori condivisi dalle forze armate Usa di Sigonella che si sono spesso alleati con gli studenti del Fermi per portare a termine iniziative congiunte di volontariato”.
Altro incontro con i marines si è svolto nel novembre 2016 nel Liceo “Elio Vittorini” di Francofonte, presenti pure gli studenti dell’Istituto Commerciale “Alaimo” e del Liceo “Gorgia” di Lentini. “Punto centrale dell’attività è stata l’azione di sensibilizzazione contro la droga con alcuni sottoufficiali di Sigonella che afferiscono all’associazione CSADD – Coalition of Sailors Against Destructive Decisions”, riporta la cronaca locale. Come ha spiegato Alberto Lunetta, responsabile dei rapporti col pubblico di NAS Sigonella, le visite alle scuole sono parte integrante del programma di “buon vicinato” (Community relation) avviato nel 2013 dalla Marina Usa con interventi di volontariato di varia natura a beneficio di enti locali, associazioni, parrocchie, case famiglia, ecc.. Tra le attività più richieste dai dirigenti quelle di tipo “didattico-linguistico” o di manutenzione e ristrutturazione degli edifici scolastici. Il 20 marzo 2017, gli studenti del Liceo “Ven. Ignazio Capizzi” di Bronte hanno avuto modo di partecipare alla conferenza in lingua inglese su Helathy Eating Habits, relatore il capitano Mauricio Jimenez della US Navy di Sigonella, mentre qualche mese prima le bambine e i bambini del Circolo Didattico “Madre Teresa di Calcutta” di Belpasso sono stati affidati ai marines per apprendere qualche parola in inglese, ritinteggiare le classi e condividere un rinfresco. Nel novembre 2016, agli studenti dell’Istituto “Quasimodo” di Floridia è stata data l’opportunità di incontrare un’infermiera e un assistente della base militare americana per approfondire in inglese i temi della sana alimentazione e del corretto stile di vita. “Al fine di far esercitare gli studenti del Liceo delle Scienze Umane “N. Colajanni” con la lingua inglese, fare loro apprezzare la bellezza, la complessità e unicità della storia della città di Enna, nonché far sperimentare l’emozione di guidare un turista, è stato ideato un progetto che ha visto la sua concretizzazione il 6 giugno 2017 con 8 marines della base di Sigonella in visita al Castello di Lombardia e il Duomo”, riporta invece Ennapress.it.
Da Messina a Trapani, Catania o Comiso, militari Usa brava gente, le parole d’ordine in istituti e licei, scuole medie, elementari e asili. Guai invece a riflettere sul ruolo della Sicilia negli scenari di guerra planetari, sull’iperdronizzazione di Sigonella o sul MUOStro di Niscemi. Per la pace, quella vera, disarmata e giusta, sembra invece non esserci più cittadinanza nel sistema educativo.

Articolo pubblicato in Casablanca, n. 51, novembre-dicembre 2017

venerdì 15 dicembre 2017

Mazzeo: “Nessun intento diffamatorio, solo il dovere di allertare sui rischi d’infiltrazione mafiosa”

Ieri 14 dicembre si è tenuta presso la 1^ sezione penale del Tribunale di Messina l’udienza del nei miei confronti per il reato di cui agli artt. 81 e 595 comma 3 (diffamazione a mezzo stampa) a seguito di una querela presentata dal Comune di Falcone per l’inchiesta pubblicata sul periodico I Siciliani giovani (n. 7 luglio-agosto 2012), dal titolo “Falcone comune di mafia fra Tindari e Barcellona Pozzo di Gotto”. Nel corso di una lunga deposizione, assistito dal mio legale di fiducia, l’avv. Carmelo Picciotto, ho ribadito che nella mia lunga attività di ricostruzione giornalistica di gravi eventi che hanno interessato la società siciliana, mai è stata mia intenzione offendere l’onore di chicchessia, così anche stavolta non è stato assolutamente questo il mio intento come invece ritiene erroneamente la Pubblica accusa o la parte offesa al processo rappresentata dall’ex sindaco del Comune di Falcone, l’avvocato Santi Cirella. Supportato da atti e documenti giudiziari, ho ricostruito il drammatico percorso storico, sociale e criminale che ha investito il piccolo comune della fascia tirrenica di Messina, motivando le finalità della mia ricerca, ormai risalente ad oltre cinque anni fa, con il diritto-dovere di cronaca e denuncia sui perenni pericoli d’infiltrazione mafiosa nella vita politica, amministrativa, economica e sociale di Falcone, dell’hinterland di Barcellona Pozzo di Gotto e dell’intera provincia di Messina.
Colgo l’occasione per ringraziare l’on. Francesco D’Uva, deputato e membro della Commissione parlamentare antimafia, da noi chiamato come teste a difesa, che stoicamente ha atteso quasi sette ore nei corridoi del Tribunale pur di poter deporre al processo, nonostante i suoi impegni politici e istituzionali. Al dibattimento, l’on. D’Uva ha avuto modo di spiegare le motivazioni che spinsero lui e altri membri del M5S a presentare, il 25 settembre 2015, un’interrogazione parlamentare sui rischi d’infiltrazione criminale in alcuni lavori pubblici nel Comune di Falcone. Per il protrarsi dell’udienza, non è stato possibile invece ascoltare l’odierno sindaco di Falcone, l’ingegnere Carmelo Paratore, altro teste della difesa; anche a lui per la lunghissima e inutile attesa in Tribunale va il nostro ringraziamento.
Infine un grazie di cuore alle associazioni e forze politiche-sociali, alle colleghe e colleghi giornalisti e alle centinaia di persone che in questi giorni ci hanno fatto sentire la loro stima, solidarietà e vicinanza. Quando ciò accade, ritrovi il senso del tuo lavoro e vieni ripagato per gli innumerevoli sacrifici e i “rischi” del tuo impegno civile.

Io Antonio Mazzeo, imputato di diritto-dovere di cronaca antimafia

Domani giovedì 14 dicembre alle ore 9, riprenderà presso la 1^ Sezione Penale del Tribunale di Messina il processo nei miei confronti per il reato di cui agli artt. 81 e 595 comma 3 (diffamazione a mezzo stampa) a seguito di una querela presentata dal Comune di Falcone per l’inchiesta pubblicata sul periodico I Siciliani giovani (n. 7 luglio-agosto 2012), dal titolo “Falcone comune di mafia fra Tindari e Barcellona Pozzo di Gotto”. Nella lunga inchiesta descrissi alcune vicende che avevano interessato la vita politica, sociale, economica ed amministrativa della piccola cittadina della costa tirrenica del messinese (speculazioni immobiliari dalle devastanti conseguenze ambientali e paesaggistiche; lavori di somma urgenza post alluvione del 2008, ecc.) nonché le origini e le dinamiche evolutive delle organizzazioni criminali presenti nel territorio, organicamente legate alle potenti cosche mafiose di Barcellona Pozzo di Gotto.
Ho più volte ribadito la natura meramente persecutoria di questo procedimento e l’intento dei querelanti di impedire il libero esercizio-dovere di analisi, cronaca e denuncia su fatti gravissimi che hanno interessato la città di Falcone e la stessa provincia di Messina. La finalità squisitamente “politiche” da parte degli estensori della querela (gli ex amministratori comunali) sono provate dal fatto che la nuova amministrazione comunale di Falcone non ha ritenuto assolutamente costituirsi parte civile al processo poiché – come scrive in nota del 14 marzo 2017 il neo sindaco Carmelo Paratore - “in parte ritiene di condividere il pensiero espresso dal sig. Mazzeo”.   
Nell’udienza di domani mattina - assistito dal mio legale, l’avv. Carmelo Picciotto - avrò modo di spiegare il senso della mia inchiesta giornalistica e la solidità delle fonti storiche e giudiziarie utilizzate. Non è questa la sede di rispondere all’infondatezza delle affermazioni che il querelante-parte offesa, l’ex sindaco avvocato santi Cirella ha usato nei miei confronti in occasione della sua deposizione al processo (udienza del 19 ottobre 2017). Sento tuttavia la necessità di ricordare come sulle criticità registrate alle elezioni amministrative 2011 e più in generale sul pericolo d’infiltrazione mafiosa nel tessuto cittadino falconese, sono state presentate tre dettagliate interrogazioni parlamentari: la prima il 12 novembre 2012 da parte dell’on. Antonio Di Pietro (Idv); la seconda il 24 ottobre 2013 dal sen. Domenico Scilipoti (Forza Italia); la terza e ultima il 25 settembre 2015 dai deputati del Movimento 5 Stelle Francesco D’Uva (membro della Commissione Parlamentare Antimafia), Villarosa, Lorefice, Mannino, Dadone, Lupo, Sarti, Rizzo e Cancelleri. In particolare, l’allora leader di Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, ex magistrato, chiese al Presidente del Consiglio e ai ministri dell’Interno e della Giustizia, un “accesso prefettizio” presso il Comune di Falcone per verificare se le organizzazioni criminali avessero tentato d’infiltrarsi nella vita amministrativa del piccolo comune tirrenico. “Appare grave l’intreccio di responsabilità tra amministratori locali, funzionari e personaggi in odor di mafia che, predisponendo in apparente sinergia atti amministrativi, hanno concorso ad azionare un meccanismo che ha stravolto la buona amministrazione del Comune di Falcone e, contestualmente, consentito di liberare fiumi di denaro attraverso la realizzazione di opere non soggette ad alcun sistema di gara d’appalto e finanziabili con la pratica della discrezionalità”, scrisse Di Pietro.
Nella loro interrogazione, i parlamentari del Movimento 5 Stelle hanno rilevato “come nel territorio falconese sia emerso, nel corso degli anni, un preoccupante quadro di legami tra politica e criminalità organizzata, a seguito di numerose indagini e alcune dichiarazioni di collaboratori di giustizia, i quali, deponendo in sede di alcuni procedimenti giudiziari denominati Gotha e riguardanti il sistema mafioso di gestione degli appalti nel territorio barcellonese, avrebbero denunciato un sistema illecito attraverso il quale garantire l’affidamento dei lavori ad aziende legate alla criminalità organizzata”. “In seguito alle numerose indagini portate avanti in questi anni dalle varie procure siciliane dal 2008 a oggi – hanno scritto ancora i parlamentari di M5S - tali dichiarazioni hanno potuto trovare effettivo riscontro nei numerosi arresti per associazione mafiosa a danno di imprenditori titolari di alcune delle ditte risultate vincitrici degli appalti; tra questi avvenimenti particolare rilievo assume proprio l’affidamento di parte dei lavori per la rimozione dal territorio dei fanghi causati dall’alluvione del 2008 a un imprenditore ritenuto legato ad ambienti di tipo malavitoso…”.
Evidentemente non sono stato l’unico a percepire certe anomalie e criticità. Ma che le vicende che hanno interessato la vita politico-amministrativa di Falcone siano state comunque meritevoli di attenzione non solo giornalistica, ne abbiamo avuto prova proprio in questo processo, proprio durante l’udienza in cui ha deposto il querelante ex sindaco Santi Cirella. Ci ha fatto sapere infatti - cosa sino ad oggi del tutto ignota - di essere stato recentemente al centro di un’indagine per associazione mafiosa da parte della Direzione Distrettuale Antimafia, conclusasi con l’archiviazione. “Gli ultimi cinque anni non ho potuto amministrare, perché attenzione, dimenticavo una cosa fondamentale, a seguito dell’articolo del dottor Mazzeo e a seguito degli esposti dei consiglieri comunali, è nata una indagine da parte della DDA di Messina, operazione guarda caso, operazione Colonia, dal titolo dell’articolo”, ha dichiarato Cirella. “Io ho scoperto per uno stralcio di un procedimento penale che ha riguardato altri soggetti, non me, ho scoperto che a seguito dell’articolo del dottor Mazzeo sono stato indagato anche per associazione mafiosa. Hanno messo sotto controllo il mio telefono, il telefono dei miei figli, mi hanno messo le cimici in macchina, io l’ho scoperto da pochi mesi, da sei mesi, ho fatto richiesta, ho acquisito tutti gli atti, la stessa Procura antimafia ha chiesto l’archiviazione, archiviazione che è poi stata accolta dal GIP perché non esistevano minimamente presupposti per sostenere una eventuale accusa in giudizio, però operazione Colonia, proprio nasce questa, in cui mi indagano per associazione mafiosa in concorso con altre persone (…) Si chiama operazione Colonia, proprio in omaggio al dottor Mazzeo probabilmente”.
Esternazioni e rivelazioni gravissime sia per il loro tenore sia per lo scarso rispetto istituzionale mostrato da Cirella per la Direzione Investigativa Antimafia di Messina e gli inquirenti in generale. In passato i giornalisti sono stati accusati di fare da “velinari” o addetti stampa di magistrati e forze dell’ordine; oggi scopriamo che esercitare il sacrosanto diritto-dovere di cronaca serve solo per telecomandare le indagini antimafia e poi, magari, essere “omaggiati” in informative e atti giudiziari. Ma anche di questo, speriamo, ne parleremo nel corso dell’udienza di domani.

domenica 3 dicembre 2017

Sigonella base operativa per le strategie di supremazia nucleare USA

Capitale mondiale dei droni da guerra, base avanzata per le forze speciali e di pronto intervento USA e NATO e, da oggi, anche centro strategico per i programmi di supremazia nucleare planetaria delle forze armate degli Stati Uniti d’America. Segretamente, senza che mai il governo italiano abbia ritenuto doveroso informare il Parlamento e l’opinione pubblica, sta per entrare in funzione nella grande stazione siciliana di Sigonella la Joint Tactical Ground Station (JTAGS), la stazione di ricezione e trasmissione satellitare del sistema di “pronto allarme” USA per l’identificazione dei lanci di missili balistici con testate nucleari, chimiche, biologiche o convenzionali. Una specie di “scudo protettivo” tutt’altro che difensivo: i moderni dottor Stranamore del Pentagono puntano infatti al controllo “preventivo” di ogni eventuale operazione missilistica nemica per poter scatenare il “primo colpo” nucleare evitando qualsiasi ritorsione da parte dell’avversario e dunque i limiti-pericoli della cosiddetta “Mutua distruzione assicurata” che sino ad ora ha impedito l’olocausto nucleare.
 “JTAGS è il principale sistema di US Army per integrare ed espandere le capacità di allarme, attenzione e pronta informazione sui Missili Balistici da Teatro (TBM – quelli con gittata compresa tra i 300 e i 3.500 km) ed altri eventi tattici che interessano il teatro operativo che utilizza i network di comunicazione esistenti”, spiega il Pentagono. “Esso è in grado di ricevere e processare tutti i dati trasmessi a banda larga dai sensori della costellazione satellitare del Defense Support Program. JTAGS determina la fonte TBM identificando il punto e il momento di lancio del missile, la sua traiettoria e il punto e il momento dell’impatto. Nel momento in cui è installata nel teatro di guerra, riduce la possibilità di singole interruzioni nei sistemi di comunicazione dei rispettivi Comandi. I benefici operativi includono anche quello di poter dare i segnali d’attacco agli assetti operativi per individuare e distruggere le capacità di lancio del nemico. JTAGS svolge anche un ruolo operativo a favore dei Comandi di guerra all’estero e dei Sistemi di difesa dai missili balistici (BMDS) per la protezione degli assetti militari, delle popolazioni civili e dei centri geopolitici. Opera anche nell’ambito del Theater Event System (TES) del Comando per le operazioni spaziali USA”.
La Joint Tactical Ground Station di “pronto allarme” contro i missili da teatro è sotto il controllo della 1st Space Company (JTAGS), una compagnia ultraspecializzata della 1st Space Brigade dell’US Army Space and Missile Defense Command, attiva dal 1992 presso il quartier generale di Colorado Springs (Colorado). La JTAGS è stata elaborata e realizzata dai colossi industriali Aerojet e Northorp Grumman e sino ad oggi ha visto operativi cinque distaccamenti composti da personale misto dell’esercito e della marina militare: due presso l’installazione di comando di Colorado Springs; una per le attività di addestramento a Fort Bliss (Texas) e altri due rischierati fuori dal territorio USA (in Europa, Corea o Giappone). Ogni stazione JTAGS è ospitata all’interno di shelter protetti dagli attacchi NBC (nucleari, batteriologici e chimici) e può essere facilmente trasportata via terra a bordo di camion pesanti o per via aerea grazie ai velivoli cargo C-141 dell’US Air Force.
Secondo il report progettuale redatto nel novembre 2014 dagli ingegneri del NAVFAC - Naval Facilities Engineering Command (titolo: Joint Tactical Ground Station – JTAGS. Relocation at the Naval Air Station II Sigonella, Sicily, Italy), il terminale terrestre JTAGS di Sigonella “fornirà lo spazio operativo, di manutenzione, stoccaggio e amministrativo per i sistemi di processamento delle informazioni del sistema JTAGS”. La nuova installazione si compone di un edificio con una superficie di 500 metri quadri e un’area recintata con tre antenne di telecomunicazione satellitare del diametro di 4,5 metri. “Le fondamenta per sostenere le tre antenne saranno adeguatamente rinforzate e tutte le utilities sotterranee saranno collocate all’interno di condotte protette e connesse alle nuove antenne e all’edificio che fungerà da centro di controllo”, si legge nel progetto NAVFAC. “Saranno pure installati reti e sistemi d’illuminazione di sicurezza e videocamere, mentre il nuovo edificio ospiterà gli uffici amministrativi, le sale per i server e i sistemi di telecomunicazione elettronica. La stazione JTAGS opererà 24 ore al giorno, sette giorni alla settimana; il numero degli addetti impiegati per gli scopi del programma sarà di 35 unità”. Sempre secondo le indicazioni del Comando d’Ingegneria di US Navy, l’area prescelta per il nuovo sito di guerra missilistico e nucleare è quella a ridosso dell’edificio n. 465 di Sigonella, in direzione sud-est, vicina anche al grande impianto di trattamento acque di NAS 2 e della strada d’accesso agli hangar e alla pista di volo.
La “ricollocazione” a Sigonella della facility di pronto allarme missilistico è stata inserita tra i programmi strategici delle forze armate USA nel bilancio di previsione per l’anno fiscale 2016 (budget di spesa previsto, 1.850.000 dollari), congiuntamente alla realizzazione nella base siciliana degli hangar e dei centri operativi dei nuovi droni-spia “Triton” di US Navy (40.641.000 dollari) e degli hangar e della facility di supporto per nuovi velivoli pattugliatori P-8A “Poseidon” (62.302.000 dollari). Secondo il data base con i contratti sottoscritti dall’Amministrazione USA, i lavori di realizzazione della stazione  JTGS hanno preso il via nella primavera 2016 e si sono conclusi il 6 ottobre 2017.
Sulla rilevanza strategica della nuova Joint Tactical Ground Station di Sigonella si è soffermato il 13 aprile 2016 il generale David L. Mann (a capo del Comando generale per la difesa missilistica strategica e spaziale di US Army), durante la sua audizione nel Comitato per le forze armate del Senato degli Stati Uniti d’America. “In supporto al Joint Force Commander, il nostro Comando per la difesa missilistica continua a fornire il pronto allarme sui missili balistici in diversi teatri operativi”, ha spiegato Mann. “I nostri distaccamenti JTAGS sono installati all’estero per assicurare il controllo missilistico da parte di USSTRATCOM e delle nostre forze militari operative fuori dai confini nazionali. Continuiamo ad ottimizzare queste capacità e quest’anno abbiamo ottenuto il sostegno del Governo d’Italia per ricollocare il JTAGS in Europa presso la Sigonella Naval Air Station”. Nel 2016, presidente del Consiglio era Mattero Renzi, ministra della difesa (come oggi) Roberta Pinotti, entrambi Pd.
Il Dipartimento di US Navy ha affidato i lavori di costruzione degli impianti JTAGS alla D’Auria Costruzioni Srl di Lamezia Terme (Catanzaro), per un importo complessivo di 1.776.232. Lo scorso luglio, la società lametina è stata attenzionata dai ROS dei Carabinieri e dalla Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria nell’ambito della cosiddetta operazione Mandamento Jonico relativa all’infiltrazione criminale nella realizzazione di alcuni collettori fognari nel Comune di Gerace e del depuratore consortile a Siderno. Secondo quanto riportato da Lacnews24.it, l’imprenditore Mario D’auria, titolare e amministratore unico della D’Auria Costruzioni, è stato raggiunto da avviso di reato per “truffa in concorso, aggravata dalle modalità mafiose”.